EndoPuglia 2014: tecnologia e innovazione

EndoPuglia 2014: tecnologia e innovazione

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Con la giornata di ieri, nella suggestiva cornice dell’ospedale IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, si è conclusa la VI edizione di EndoPuglia, corso ORL teorico-pratico di chirurgia endoscopica del naso, dei seni paranasali e del basicranio anteriore. Il corso, nato sulla scia del più famoso EndoMilano (oggi Milano MasterClass), è completamente dedicato alla patologia e alla chirurgia del distretto naso-sinusale e si propone come momento di riflessione annuale per i chirurghi ORL, alla luce delle nuove terapie e della innovazioni tecnologiche.

Oltre alle sempre più didattiche sedute di chirurgia in diretta, dalle relazioni degli esperti sono emerse le visioni del prof. Cocchi (chirurgo maxillo-facciale) e del prof. D’Angelo (neurochirurgo) dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo sulla creazione di uno “skull base team”. La collaborazione di chirurghi otorinolaringoiatri, maxillo-facciali e neurochirurghi sembra ormai oggi, per la Puglia come già per il resto d’Europa, il punto di arrivo per la gestione delle patologie più complesse del distretto cranio-facciale. Sulla scia dell’innovazione, è apparsa altrettanto illuminata la visione di uno dei relatori, il dr. Giovanni Tomacelli dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il chirurgo salentino ha auspicato il desiderio di una collaborazione dei centri ORL pugliesi per sperimentare nuove terapie per la cura della poliposi naso-sinusale con l’utilizzo di anticorpi monoclonali, evidenziando il ruolo d’avanguardia dell’otorinolaringoiatria pugliese nel trattamento medico e chirurgico di questa patologia.

Le relazioni si sono concluse con il parere dell’avvocato Guido Lagrasta del Foro di Trani che ha illuminato la platea sulla recentissima sentenza n. 10261/2014 della prima sezione civile del Tribunale di Milano, nella quale si qualifica come extracontrattuale il rapporto di responsabilità tra medico e  paziente che secondo il Presidente OMCEO di Milano, Roberto Rossi, costituisce una “sentenza storica” destinata a far “venir meno alcune delle ragioni della cosiddetta medicina difensiva”.